Il Monte dei Paschi di Siena: una storia infinita


 

Qualcuno ha definito l’aumento di capitale programmato per 5 miliardi “l’ultima chiamata”, quella decisiva e definitiva. Cioè la banca più antica del mondo non può più sbagliare…per il suo bene e quello dell’intero sistema bancario e il “bene Paese Italia”, dopo che è stato distrutto valore dal 2011 ad oggi per 14 miliardi di euro (una legge finanziaria di uno Stato sovrano) a causa del più che costoso acquisto di Banca Antonveneta che ha violentato gli equilibri patrimoniali, finanziari ed economici con un esborso complessivo di 17 miliardi. Gli NPL lordi della banca erano inoltre 23 miliardi nel 2011 E sono oggi 47 miliardi, una cifra da fare tremare i polsi a chiunque abbia discernimento e conoscenza dei valori in campo. Quanto pesa economicamente questa zavorra di contenzioso (sulla redditività) risulta evidente nell’ultimo bilancio pubblicato dove le rettifiche “mangiano” letteralmente il 40% dei ricavi lordi.

Tutto ciò premesso occorre rispettare necessariamente i piani concordati con BCE e EBA sulle sofferenze e connessa ricapitalizzazione: si alla banca per ritrovare un sano equilibrio gestionale che non può più solo fare leva sul taglio dei costi (leggi personale dipendente) ma su uno sviluppo ordinato e intelligente del business (impieghi, raccolta alternativa, banca assicurazione e nuovi canali distributivi rispetto al costoso assetto delle filiali tradizionali.

Dunque il piano di salvataggio di MPS approvato a fine luglio dalla BCE deve essere realizzato senza se e senza ma e indipendentemente dalle persone che rappresenteranno la Banca (nuovo presidente) che certo deve avere una levatura morale e professionale all’altezza delle straordinarie esigenze che deve affrontare il MPS da oggi alla primavera prossima.

Diciamo una volta per tutte una verità che tutti possono conoscere che è bene sottolineare con forza: l’A.D. Viola era stato scelto dal Prof. Mussari prima della sua uscita da Presidente di Banca MPS e il Prof. Profumo rappresentava la continuità sul piano politico (nel senso delle relazioni con la politica sovrana del suo predecessore in MPS).

Questa realtà con quello che ha comportato deve essere fatta dimenticare ai dipendenti, agli azionisti e soprattutto agli analisti e ai mercati che hanno reso il governo Profumo/Viola non credibile per le premesse della loro scelta e soprattutto per i risultati della loro gestione dove il risanamento non è stato fatto nemmeno a parole… figuriamoci nei fatti.

Ora la Banca MPS rimane un architrave del sistema economico italiano e deve tornare subito ad essere la banca principale sulle piazze dove esprime da più tempo la forza della sua storia migliore e la quota di mercato più ampia fra le banche “di sistema”.

Il personale, la dirigenza, le filiali e i clienti PMI e Private rimangono asset di eccellenza se saranno compiutamente rivalorizzati e motivati dal nuovo management dopo aver subito oltre al “massacro” mediatico anche una pressione non certo positiva dai passati vertici (sostanzialmente dal Prof. Mussari ad oggi).

Questo deve costituire l’impegno e la forza di volontà del Nuovo governo di Siena che dovrà intercettare necessariamente una forte condivisione interna (personale) ed esterna (organi di vigilanza e mercati) non solo nell’interesse della banca ma dell’intero paese che deve contare su una banca a forte vocazione territoriale, radicata e presente nelle componenti più strategiche dell’imprenditoria italiana.

 

 

Dott. Gianfranco Antognoli

 

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