Segnali positivi dallo studio pagamenti 2017

report Cribis del terzo trimestre 2017


 

L'Osservatorio Studio Pagamenti CRIBIS sul Q3 del 2017 presenta un calo dei ritardi gravi, che continuano a scendere a ritmo sostenuto già da tempo (-16,7% rispetto a settembre 2016). Anche la puntualità nei pagamenti è in crescita e ha raggiunto il valore più alto dal 2013.

 

Il numero di imprese in grado di rispettare i tempi contrattuali con i fornitori è ancora basso: soltanto il 38,2%, infatti, salda le fatture alla scadenza, il 51,3% entro il mese di ritardo, mentre il 10.5% è gravemente ritardatario.

 

A livello regionale, il Veneto rimane la prima per puntualità (47,6%), seguita da Emilia Romagna (47,4%), Lombardia (47,1%), Friuli Venezia Giulia (45,5%) e Trentino Alto Adige (41,1%). In fondo alla classifica troviamo invece, dopo la Sicilia che occupa l'ultima posizione con il 22,2% di pagamenti puntuali, la Calabria (24,3%), la Campania (24,9%), la Sardegna (26,6%) e la Puglia (28%).

 

Il comparto dei servizi finanziari è il settore che gode di miglior salute con una quota del 48,7% di performance virtuose, a fronte di un 8% di ritardi gravi. Bene anche l’industria e la produzione (44,5% di imprese puntuali, 6,8% di ritardi gravi). Proseguono invece le grandi difficoltà del commercio al dettaglio: solo il 26,3% delle imprese appartenenti al comparto risulta puntuale, a fronte di un 17% di pagamenti oltre il mese di ritardo.

 

Nel 2017 sono diminuite vistosamente le imprese italiane costrette a dichiarare fallimento. Da gennaio a settembre di quest’anno sono state 2.468 le aziende che hanno portato i libri in tribunale, facendo così salire a 8.656 il totale dei fallimenti nei primi nove mesi.

 

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno c'è stato un calo a doppia cifra (-13,2%), dunque continua il trend positivo che dura dal 2014, anno in cui si era raggiunto un picco negativo nei fallimenti con un totale di 15.336. Rispetto al 2015, infatti, le imprese fallite sono scese del 17,6% e addirittura del 20,6%, se si guarda alla situazione del 2014.

 

Il confronto con il 2009, quando gli effetti della crisi non erano ancora evidenti, rimane piuttosto critico: rispetto a 8 anni fa le imprese fallite sono aumentate del 36,9%.

A livello regionale, la Lombardia presenta il numero di fallimenti più alto con 1.827 casi, a seguire il Lazio con 1.084 e la Campania (754).

 

 


 

 

 

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